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CONI : storia, natura, funzioni, organizzazione, rapporti con la��ordinamento statale

In occasione del Congresso Internazionale degli Sport Atletici, tenutosi alla��UniversitA� della Sorbona di Parigi, venne approvata la��organizzazione dei primi giochi olimpici della��era moderna.

Era il 16 giugno 1894 quando venne costituito il Comitato Interministeriale dei Giuochi Olimpici, poi diventato Comitato Internazionale Olimpico ( CIO), quale organizzazione permanente, non governativa, priva di soggettivitA� internazionale, con il potere di organizzare e decidere sulla��ammissione ai giuochi olimpici, regolata dai principi contenuti nella Carta Olimpica.

Nacque cosA� il primo apparato organizzativo sportivo mondiale ( cfr. Giannini, a�? Prime osservazioni sugli ordinamenti giuridici sportivia�? , in Rivista di Diritto Sportivo, 1949, n. 1-2, pag. 10 e segg.).

Il CIO A? una persona giuridica di diritto svizzero ( riconosciuta dal Consiglio Federale svizzero) che ha sede in territorio elvetico.

Esso, pur non potendo essere considerato un soggetto di diritto internazionale, A? il soggetto centrale della��ordinamento sportivo mondiale.

Le norme che esso detta, infatti, sono vincolanti per i soggetti che fanno parte del Comitato Olimpico e, pertanto, hanno natura convenzionale.

Le principali funzioni del CIO consistono :A� nel contribuire allo sviluppo della societA� mediante lo sviluppo dello sport; nel coordinare i giuochi olimpici ; nel promuovere iniziative volte a reperire le risorse finanziarie necessarie ai predetti scopi .

Nella��ambito del CIO si collocano, secondo un criterio di specializzazione geografica, i vari Comitati Olimpici Nazionali, con il compito di promuovere lo spirito olimpico e di tutelare lo sviluppo di tutti gli sport nei rispettivi Paesi.

La partecipazione di un Paese ai giuochi olimpici, infatti, puA? avvenire solamente se in quel Paese opera un Comitato Olimpico Nazionale riconosciuto dal CIO.

Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano ( CONI) A? uno dei tanti dei suddetti Comitati ( se ne contano oltre 200 in tutto il mondo ) .

Lo Stato Italiano, fermo restando che il CONI era nato in Italia nel 1914 come ente privato con lo scopo di organizzare, di volta in volta , la partecipazione di atleti italiani alleA� Olimpiadi, ha normato, dal punto di vista istituzionale- organizzativo, il CONI con la legge 16/2/ 1942, n. 426, e tale inquadramento normativo A? rimasto sostanzialmente invariato per oltre mezzo secolo, fino a che nella��ultimo decennio, prima con il decreto legislativo 23/07/1999, n. 242, cosA� detta a�?legge Melandria�?, avente ad oggetto il riordino del CONI, poi con la legge 8/08/2002, n. 178, contenente una norma di riassetto del CONI e, poi ancora, con il decreto legislativo 8/01/2004, n. 15, recante modifiche ed integrazioni del riordino attuato nel 1999, si A? pervenuti alla��attuale assetto istituzionale del Comitato.

Il CONI A?, dunque, oggi un Ente pubblico non economico, in quanto non provvede ai propri fini finanziandosi con la produzione di beni o servizi, con generale potestA� di autonormarsi ed auto organizzarsi.

Esso ha, quindi, personalitA� giuridica di diritto pubblico, sottoposto alla vigilanza del Ministero per i Beni e le AttivitA� Culturali, nonchA� al controllo, come ente incluso nel parastato, della Corte dei Conti.

Di esso, inoltre, A? stato formalizzato la��inserimento nella��ordinamento sportivo internazionale, con obbligo di conformarsi a tale ordinamento, in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi del CIO.

Il CONI A?, poi, distinto dalle Federazioni sportive Nazionali, cui A? stata attribuita natura di soggetti di diritto privato, pur essendo riconosciuto, per legge, come la Confederazione delle predette Federazioni con potere di controllo sulle stesse, con valenza pubblicistica nei confronti delle attivitA� delle Federazioni stesse, espressamente individuate nello statuto del Comitato.

In altri termini e per riassumere, la��ordinamento statale italiano riconosce ed attribuisce al CONI il potere di supremazia su tutti gli altri soggetti facenti parte della��ordinamento sportivo nazionale: potere di supremazia che si estrinseca essenzialmente in un potere ordinamentale,disciplinare e sanzionatorio che si connota per le caratteristiche di autonomia, autarchia, autogoverno e autotutela.

Poteri e caratteristiche che si manifestano nella��emanazione di atti amministrativi, equiparati agli atti amministrativi dello Stato, che intervengono anche sugli effetti prodotti da tali atti, cosA� risolvendo al proprio interno contrasti anche potenziali con soggetti esterni in dipendenza di detti atti che incidono sulla sfera di diritti e/o interessi di tali soggetti ( autotutela).

Ne consegue che gli atti del CONI sono immediatamente esecutivi e si inseriscono automaticamente nelle regole delle Federazioni.

In questo contesto, va segnalato che, con il decreto legislativo n.242/1999, A? stata prevista la possibilitA� per il CONI di costituire societA� di capitali da esso controllate ai fini di snellimento burocratico e per la migliore funzionalitA� del Comitato.

Con la��approvazione della legge 8/08/2002, n. 178, riaffermata la natura del CONI quale Ente pubblico, A? stata disposta la costituzione di una societA� per azioni a�? CONI Servizi spaa�?, di cui il Comitato si deve valere per la��espletamento dei suoi compiti e di cui unico azionista A? lo Stato attraverso il Ministero della��Economia e delle Finanze.

La CONI Servizi spa A?, pertanto, una societA� di diritto privato, di proprietA� interamente pubblica, come tale soggetta al controllo della Corte dei Conti, che svolge attivitA� strumentali finalizzate al perseguimento ed alla��attuazione di compiti della��Ente pubblico CONI.

Le principali funzioni del Comitato possono essere sommariamente cosA� elencate: presiede, cura, coordina e disciplina la��organizzazione delle attivitA� sportive nel territorio nazionale; espleta poteri dispositivi volti a conciliare la dimensione economica dello sport con la sua dimensione popolare, sociale, educativa e culturale ; detta ed attua i principi per promuovere la massima diffusione della pratica sportiva ; porta avanti, sul piano regolamentare e gestionale, la lotta dello sport contro ogni forma di discriminazione e violenza; promuove, tutela e disciplina lo sport giovanile; detta i principi per prevenire e reprimere la��uso di sostanze o di metodi che alterano le naturali prestazioni fisiche degli atleti.

Gli organi monocratici del CONI sono il Presidente ed il Segretario Generale, mentre gli organi collegiali sono il Consiglio Nazionale, la Giunta Nazionale ed il Collegio dei Revisori dei Conti.

Il Consiglio Nazionale A? il maggiore organo rappresentativo e deliberativo del CONI, mentre alla Giunta Nazionale competono la��indirizzo, la��esecuzione ed il controllo della��attivitA� amministrativa ed il potere decisionale pieno e generale nelle materie non espressamente riservate ad altri organi.

Il CONI, per legge, A? retto dal principio di democraticitA� interna e, infatti, nel Consiglio Nazionale del Comitato siedono, oltrechA�, come membri di diritto , i Presidenti delle Federazioni, come membri elettivi, rappresentanti degli atleti e dei tecnici sportivi.

Gli unici soggetti non rappresentati sono i sostenitori sportivi: cioA? quei soggetti che finanziano, direttamente ed indirettamente, la��intero sport italiano e che, finora, sono stati solo destinatari, per legge ed in base a norme della��ordinamento sportivo, di tutta una serie di doveri, obblighi, restrizioni, divieti.

Si tratta, come A? evidente, di una macroscopica lacuna nella��attuazione di quel principio di democraticitA� interna che la legge ha sancito come principio informatore del CONI.

Lacuna il cui superamento costituisce uno degli scopi principali di Federsupporter che, non a caso, sin dalla sua nascita, ha coniato lo slogan , mutuato dal ben piA? celebre e storicoA� motto della rivoluzione americana ( no taxation without representation ),a�? no payment without representationa�? ( nessun finanziamento senza rappresentanza).

Non A? piA? oltre giustificabile e ammissibile che nel massimo Organo rappresentativo e deliberativo del CONI, in pratica nel a�? Parlamento a�? del Comitato, non siedano anche esponenti di organizzazioni rappresentative dei sostenitori sportivi, in possesso di determinati e specifici requisiti.

Infine, va sottolineato come, in specie per quanto riguarda il mondo del calcio, soprattutto dopo che, con la legge n.91/1981, le societA� calcistiche professionistiche devono essere societA� di capitali con fine di lucro, tanta��A? che alcune di esse ( Juventus, Lazio e Roma)A� sono, come noto, anche quotate in Borsa, sempre piA? frequente ed acuto si A? presentato il problema della��autonomia della��ordinamento sportivo nei confronti di quello statale.

Tale autonomia non gode di riconoscimento di rango costituzionale, almeno non in maniera diretta, bensA� solo indiretta, per il tramite della��art. 2 della Costituzione che riconosce e garantisce i diritti inviolabili della��individuo non solo come singolo maA� anche nelle formazioni sociali , e tale A?A� la��ordinamento sportivo, ove si svolge la sua personalitA�.

Il riconoscimento della predetta autonomia si rinvieneA� in una legge ordinaria, precisamente nella��art. 1 della legge 17 ottobre 2003, n. 280, che recita: a�? La Repubblica riconosce e favorisce la��autonomia della��ordinamento sportivo nazionale quale articolazione della�� ordinamento sportivo internazionale facente capo al Comitato Olimpico Internazionalea�?.

La legge in questione, recante disposizioni in materia di giustizia sportiva, venne adottata per dirimere i conflitti che, nel frattempo, si erano verificati tra la suddetta giustizia e quella ordinaria con riferimento ad alcuni provvedimenti e ad alcune sanzioni presi nella��ambito della��ordinamento sportivo.

La linea di demarcazione A? sancita al successivo art. 2 della citata legge, laddove si stabilisce che : a�? In applicazione dei principi di cui alla��art. 1 A? riservata alla��ordinamento sportivo la disciplina delle questioni aventi ad oggetto: la��osservanza e la��applicazione delle norme regolamentari, organizzative e statutarie della��ordinamento sportivo nazionale e delle sue articolazioni, al fine di garantire il corretto svolgimento delle attivitA� sportive ed agonistiche ; i comportamenti rilevanti sul piano disciplinare e la��irrogazione ed applicazione delle relative sanzioni disciplinari sportivea�?.

Tuttavia, il successivo art. 3 prevede che, ferma restando la giurisdizione del giudice ordinario sui rapporti patrimoniali tra societA� ed atleti, ogni altra controversia avente ad oggetto atti del CONI e/o delle Federazioni, non riservata agli organi di giustizia sportiva ai sensi della��art. 2 sopra citato, A? devoluta, esauriti i gradi di detta giustizia, alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, con competenza esclusiva, in primo grado, spettante al TAR del Lazio.

 

La normativa cosA� richiamata, pur riconoscendo la��autonomia della��ordinamento sportivo, mantiene, perA?, fermo il principio per cui tale ordinamento rimane, comunque, sottordinato a quello statale, da cui deriva la sua autonomia, posto che le controversie nonA� espressamente e tassativamente riservate alla giustizia sportiva, rimangono di competenza della giustizia ordinaria: sia civile in ordine alle controversie relative ai rapporti patrimoniali tra societA� ed atleti, sia amministrativa in ordine alla impugnabilitA� di atti del CONI e/o delle Federazioni che non abbiano rilevanza esclusiva e che non esauriscano i loro effetti esclusivamente nella��ambito della��ordinamento sportivo, ma incidano anche su diritti soggettivi e/o interessi legittimi.

CiA? in linea di principio e teorica: laddove, perA?, la��esperienza insegna che, non sempre, A? agevole, in concreto, stabilire, con nettezza e certezza assolute, se atti del CONI e/o delle Federazioni rilevino ed esauriscano i loro effetti esclusivamente nella��ambito sportivo ovvero se vadano anche ad incidere sui predetti diritti e interessi.

Il problema A?, altresA�, ancora piA? delicato per il fatto che i tesserati sono soggetti al cosA� detto vincolo di giustizia: vale a dire il divieto di impugnare atti degli organi sportivi dinanzi al giudice ordinario.

Divieto la cui violazione, sempre nella��ambito della��ordinamento sportivo, A? severamente sanzionata.

Massimo Rossetti

 

 

 

 

 

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Editoriale

Musei e hall of fame, luoghi della memoria dello sport

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Dopo aver trattato dei Giochi Olimpici e delle Paralimpiadi siamo arrivati al terzo mese di attivitA� del nostro Scs Magazine. Nel numero di ottobre parleremo dei luoghi della memoria dello sport: i musei e le hall of fame. Entrambe sono strutture che uniscono il lato storico, sociale e culturale degli eventi e delle societA� sportive. Nella prima categoria sono incMusei e hall of fame, luoghi della memoria dello sport

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