Categoria | In primo piano

Correva l’anno 1948, nascono le Paralimpiadi

“Come back home”: tornare a casa. E’ l’espressione più usata per i Giochi Olimpici di Londra 2012, un modo per indicare le origini e la tradizione dello sport moderno, le sue forti radici britanniche.

Tutto vero, ma il “come back home” lo è ancora di più se si parla degli altri giochi, i Giochi Olimpici Paralleli, o Paralimpici, quelli riservati ad atleti diversamente abili, quelli dalla storia più britannica che ci sia.

E’ la storia di un movimento nato 64 anni fa e cresciuto fino a toccare le vette più importanti, quelle di Olimpia, partendo da un piccolo borgo della campagna inglese.

E’ il 1948, le bombe della seconda guerra mondiale si sono appena zittite, ma non tutte le ferite si possono rimarginare. Siamo a Stoke Mandeville: una cittadina del Buckinghamshire, con la sua stazione ferroviaria e il suo ospedale. Proprio in questa struttura, c’è un medico che lavora con i reduci di guerra inglesi, rimasti gravemente feriti dai combattimenti. Si chiama Ludwig Guttman, e il suo approccio con gli ex soldati, adesso persone disabili, vuol essere propositivo, volgendo lo sguardo allo sport. Perché è lo sport, per Guttman, la migliore medicina per le ferite dell’anima, quelle che possono essere guarite con impegno e dedizione. La sua idea, nel 1948, è quella di organizzare Giochi sportivi, paralleli a quelli olimpici di Londra dello stesso anno, ma riservati ai reduci disabili. Vengono così invitati anche ex soldati olandesi, dando il via alla prima competizione sportiva internazionale per atleti diversamente abili. Sono i Giochi di Stoke Mandeville, i precursori dei Giochi Paralimpici ufficiali. I partecipanti sono solo 16, i risultati sportivi non contano, conta la scintilla che è scoccata in questo angolo di Gran Bretagna.

Si deve però aspettare il 1960, perché vi siano Giochi aperti anche ad altri atleti disabili, non soltanto agli ex soldati. L’Olimpiade quell’anno è a Roma, la Paralimpiade la segue: è la prima ufficialmente riconosciuta dal Comitato Paralimpico Internazionale (IPC) assieme al Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Il successo a Roma è tale per cui, quattro anni dopo, è sempre la sede dei Giochi Olimpici ad ospitare quelli Paralimpici. Il movimento cresce, i partecipanti a Tokyo, nel 1964, sono 400.

Dal 1968 al 1984 le strade dei Giochi Olimpici e Paralimpici (che, nel frattempo, hanno anche una loro versione invernale, a partire dal 1976) si separano. Il governo messicano, per i giochi del 1968, si disinteressa dell’organizzazione dell’altra manifestazione, facendo cadere l’unicità della sede. Subentra Tel Aviv, in Israele, e il numero degli atleti partecipanti sale a mille. L’escalation prosegue fino al 1988, quando, finalmente, CIO e IPC ufficializzano il nome “Giochi Paralimpici” e l’unicità della sede. Seoul è la prima città a prendersi carico delle due manifestazioni: un successo di numeri (tremila atleti), un successo dello sport, che proprio quell’anno aveva subito l’offesa più grave, con la squalifica per doping di Ben Johnson dopo i 100 metri olimpici.

Il successo dei Giochi Paralimpici prosegue fino al 2005, quando Londra, sede olimpica designata, riesce a far compiere un ulteriore passo avanti al movimento paralimpico. Per la prima volta, infatti, il comitato organizzatore dei Giochi Olimpici è lo stesso dei Giochi Paralimpici. Dal 29 agosto al 9 settembre 2012, Londra sarà la capitale mondiale dello sport per diversamente abili, ma già nel quadriennio che si sta concludendo la città ha portato avanti, con iniziative ad hoc, l’idea di una manifestazione importante quanto quella olimpica. Ad esempio, i grandi campioni paralimpici, Oscar Pistorius su tutti, sono scesi nelle piazze britanniche per gare dimostrative, ricevendo in cambio una grande risposta di pubblico. Un segno della cultura sportiva della Gran Bretagna, e del grande rispetto che questa nazione sa riservare ad ogni atleta, disabile e non. In questo senso, davvero i Giochi, Olimpici e Paralimpici, sono tornati a casa.

Simone Galdi

 

Il sito ufficiale delle Paralimpiadi a Londra

http://www.london2012.com/paralympics/

L’elenco completo delle discipline

Tiro con l’arco

Atletica

Bocce

Ciclismo su strada

Ciclismo su pista

Sport Equestri

Calcio a 5

Calcio a 7

Goalball

Judo

Sollevamento pesi

Canottaggio

Vela

Tiro

Tennistavolo

Pallavolo

Basket in carrozzina

Scherma in carrozzina

Rugby in carrozzina

Tennis in carrozzina

Ad Code

Editoriale

Musei e hall of fame, luoghi della memoria dello sport

Musei e hall of fame, luoghi della memoria dello sport

Dopo aver trattato dei Giochi Olimpici e delle Paralimpiadi siamo arrivati al terzo mese di attività del nostro Scs Magazine. Nel numero di ottobre parleremo dei luoghi della memoria dello sport: i musei e le hall of fame. Entrambe sono strutture che uniscono il lato storico, sociale e culturale degli eventi e delle società sportive. Nella prima categoria sono iMusei e hall of fame, luoghi della memoria dello sport

Ad Codes Widget

Ad Code