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DIARIO OLIMPICO 4/Scoppia lo scandalo dei biglietti

Biglietti esauriti, impianti semideserti. Una contraddizione? No, se vi trovate ai Giochi Olimpici. Le prime giornate di gara hanno mostrato sconfortanti vuoti in molti impianti: domenica scorsa, i seggiolini non occupati hanno raggiunto quota 12 mila. Pochi eventi si sono salvati da questo paradosso: il problema ha investito anche tennis, nuoto e ginnastica, i cui tagliandi erano esauriti dalla primavera del 2011. In particolare, si sono visti intere aree senza spettatori (in altri termini, non si trattava di semplici seggioline non occupate, ma di settori omogenei completamente deserti), principalmente negli ordini di posto più costosi. Questo risvolto ha subito fornito un facile indizio: molto probabilmente, a non sfruttare i biglietti sono stati gli sponsor e alcuni comitati olimpici. Che (e’ persino inutile dirlo) hanno ricevuto i preziosi tagliandi di ingresso in omaggio. Presto si avranno notizie più precise: i biglietti sono numerati, e non sara’ difficile scoprire chi ha ricevuto in dotazione molti tagliandi e non li ha distribuiti – il comitato organizzatore (Locog) ha annunciato l’intenzione di andare a fondo della questione, e lo farà con la collaborazione del Comitato Olimpico Internazionale. “Stiamo cercando di capire a chi appartengono questi biglietti”, ha dichiarato Colin Moynihan, membro del comitato olimpico britannico. Persino il governo di Londra ha aperto un’inchiesta sull’accaduto, mentre la Bbc e i quotidiani inglesi parlano di “scandalo” e di “flop”.

Domenica, anche lo speaker delle gare di sollevamento pesi ha invitato gli spettatori a gridare più forte, per supplire alla mancanza di spettatori: ironia e protesta insieme.

Intanto, le prime indiscrezioni nell’ambiente olimpico rivelano i motivi del fallimento. I biglietti riservati agli sponsor, prima di tutto: troppi, e male assegnati. Le aziende che sostengono i giochi attribuiscono vari tagliandi omaggio a grandi clienti, o a personaggi importanti con cui hanno relazioni particolari. In altri termini, ai Vip. Che, pero’, non sempre hanno piacere ad assistere alle gare. Un anonimo funzionario olimpico ha rivelato all’Evening Standard che alcuni Vip “raramente lasciano i loro hotel”. Come, del resto, fa qualche membro delle varie federazioni o del Cio (altri – occorre rimarcarlo per completezza – non si perdono un evento). Ecco che si apre il secondo fronte: quello dei biglietti in carico ai comitati olimpici. Che non hanno fatto il pieno: 150 mila tagliandi non sono stati venduti. Di questi, 50 mila sono ancora nelle mani delle agenzie a cui i comitati olimpici hanno spesso affidato la vendita. Agenzie che, giova ricordarlo, sono a fini di lucro, e cercheranno di piazzarli anche a Giochi iniziati. Gli altri 70 mila potrebbero essere distrutti, perché la spedizione a Londra e’ considerata anti-economica. A quanto ci risulta, solo il comitato olimpico francese sta distribuendo biglietti sul suolo britannico: Club France (Casa Francia, struttura aperta al pubblico, che si trova a due passi dal London Bridge) mette in vendita ogni giorno vari tagliandi invenduti: per acquistarli ci sono anche code di due-tre ore. Chapeau!

Naturalmente, il “flop-biglietti” ha suscitato proteste fra gli sportivi che non sono riusciti ad accedere agli eventi.

L’obiettivo del comitato organizzatore e’ ora semplice: risolvere la situazione al più presto, ed evitare che si creino spazi vuoti nelle gare – richiestissime – di atletica e ciclismo su pista (che inizieranno in agosto). Per ora, sono state adottate soluzioni-tampone: il Locog ha venduto alcuni biglietti per posti sicuramente inutilizzati (e’ accaduto per il beach volley) e ha riempito alcuni vuoti con militari addetti alla sicurezza.

Naturalmente, i rimedi sono ben altri.

In alte sfere si e’ parlato della “regola dei 30 minuti”: secondo questa norma, tutti i posti vuoti dopo mezz’ora dall’inizio della gara sarebbero riassegnati d’ufficio alle biglietterie degli impianti. Ma – come hanno denunciato vari spettatori – un sistema efficiente di riassegnazione dei tagliandi non e’ ancora partito.

Maurizio Giuseppe Montagna

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Editoriale

Musei e hall of fame, luoghi della memoria dello sport

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Dopo aver trattato dei Giochi Olimpici e delle Paralimpiadi siamo arrivati al terzo mese di attività del nostro Scs Magazine. Nel numero di ottobre parleremo dei luoghi della memoria dello sport: i musei e le hall of fame. Entrambe sono strutture che uniscono il lato storico, sociale e culturale degli eventi e delle società sportive. Nella prima categoria sono iMusei e hall of fame, luoghi della memoria dello sport

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