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DIARIO OLIMPICO 6/La straordinaria impresa di Cancellara che ha corso sul dolore

“Nel nome del Signore, Amen. È opera onorevole e utile rafforzare, nelle debite forme, i patti della sicurezza e della pace. Sia noto dunque a tutti che gli uomini della valle di Uri, la comunità della valle di Svitto e quella degli uomini di Unterwalden, considerando la malvagità dei tempi e per meglio difendere e conservare in modo opportuno le persone e i loro beni, hanno lealmente promesso di prestarsi reciproco aiuto, consiglio e favore a salvaguardia delle persone e delle cose dentro le loro valli e fuori, con tutti i mezzi in loro potere, con tutte le loro forze, contro tutti coloro e contro ciascuno di coloro che ad essi o a uno di essi facesse violenza, molestia o ingiuria nelle persone e nelle cose, tramando ogni genere di malvagità”. Il 1 agosto 1291, con questo patto solenne, nasceva la Confederazione Elvetica. A secoli di distanza, il 1 agosto si celebra la festa nazionale svizzera: da Basilea a Chiasso, da Ginevra al Lago di Costanza si festeggia, si brinda, si innalzano bandiere e si ascoltano le note dell’inno nazionale. Prima di partire per la trasferta olimpica, i supporters elvetici contavano di trasformare Hampton Court in un sobborgo di Berna, e di intonare il Salmo Svizzero per festeggiare l’oro di Fabian Cancellara. L’incidente di sabato, che ha messo in dubbio la stessa partecipazione del fuoriclasse elvetico, ha raffreddato gli animi. Per questo motivo, prima della partenza, le aspettative dei tifosi di Cancellara erano molto basse: lo stesso olimpionico aveva inviato un tweet dai toni molto espliciti: “pain, pain, pain”. Ma Fabian voleva esserci, ed e’ partito, imitando Fiorenzo Magni, imitando Pascal Simon, che si ritiro’ in maglia gialla con la spalla a tracolla. Dall’inizio si e’ capito che non era il solito Cancellara; sembrava, pero’, che una medaglia fosse alla sua portata. Invece no: la battaglia e’ stata tra Wiggins e Martin, e l’ha spuntata il vincitore del Tour, sospinto dal grande tifo del pubblico. Cancellara non ha neppure raggiunto il podio, ma la sua impresa – quella di correre infortunato e di terminare la cronometro nonostante tutto – e’ gia’ nella storia del ciclismo. Straordinaria la location della corsa: partenza dal palazzo Tudor di Hampton Court (che la gara in linea aveva solo lambito), arrivo ai confini dello stesso edificio dopo una puntata a Twickenham, capitale del rugby inglese, e premiazione ancora nel parco della dimora reale. Un’ambientazione davvero mozzafiato. La partenza e l’arrivo erano, naturalmente, riservati a possessori di biglietti validi. Alcuni sportivi, prima delle gare, hanno visitato Hampton Court. Un portone dell’antico palazzo dava proprio sulla partenza, ed era provvisto di alcuni, provvidenziali buchi, da cui si sarebbe potuta intravedere la partenza anche senza gli introvabili biglietti. Ma chi si e’ avvicinato al portone per “rubare” attimi di gara e’ stato ripreso – con gentile fermezza – dal personale del palazzo. Proibito origliare.
Maurizio Giuseppe Montagna
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Editoriale

Musei e hall of fame, luoghi della memoria dello sport

Musei e hall of fame, luoghi della memoria dello sport

Dopo aver trattato dei Giochi Olimpici e delle Paralimpiadi siamo arrivati al terzo mese di attività del nostro Scs Magazine. Nel numero di ottobre parleremo dei luoghi della memoria dello sport: i musei e le hall of fame. Entrambe sono strutture che uniscono il lato storico, sociale e culturale degli eventi e delle società sportive. Nella prima categoria sono iMusei e hall of fame, luoghi della memoria dello sport

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