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Musei e fondazioni preservano la storia del calcio italiano

In Italia ci sono diverse tipologie relative ai musei del calcio. Vi sono i musei delle grandi squadre (Inter – Milan, Juventus), situati negli stadi: sono di ultima generazione, con ampi spazi, ultramoderni, che coinvolgono il visitatore con tecnologie interattive. La tecnologia più sofisticata è usata per coinvolgere emotivamente lo spettatore, che “vive” la visita come un momento indimenticabile e rimane senza fiato dallo stupore.
Queste meraviglie della scienza e della tecnica sono messe al servizio delle società sportive e del tifoso per attualizzare la storia della squadra, rivivere i momenti più belli delle vittorie, ricordare i campioni e gli incontri del passato, far riemergere il proprio vissuto.
I visitatori sono accompagnati da guide, che li orientano nel percorso in un’ottica non dispersiva, per sfruttare al meglio spazio e tempo.
Poi vi sono i musei più “ tradizionali ”, con le sale che ospitano i cimeli, le esposizioni fotografiche, le maglie, i palloni e ogni tipo di materiale relativo alla squadra. Spesso usano la multimedialità per le proiezioni di partite, di interviste, per eventi commemorativi e le sale per conferenze stampa , o per convegni, riguardanti la storia della squadra. In queste strutture, il visitatore ha modo di organizzare da solo il proprio percorso , di soffermarsi a proprio agio sugli aspetti che più lo interessano, in un clima forse meno coinvolgente, ma più a “misura”. Sono musei di questo tipo il “Museo Multimediale del Genoa Cricket and Football Club” e il “Museo del Grande Torino e della leggenda Granata”.
I più importanti musei del calcio sono gestiti dalle Fondazioni, mentre gli altri da associazioni di tifosi. Tutti sono inseriti nel sistema museale delle loro città per l’organizzazione delle visite guidate di gruppi o di scolaresche.
In questi ultimi anni si sono sviluppati i musei virtuali in rete, in cui sono esposti cimeli, fotografie, filmati, forniti, o dalle squadre,o dall’apporto dei “visitatori “, che inviano i loro materiali. E’ dato anche spazio alla community degli utenti, che possono esprimere i propri commenti e dialogare tra di loro. Questi musei virtuali spesso sono gestiti da associazioni di tifosi, spesso supportati dalle società, che forniscono loro materiale fotografico, o di altro genere (Museo della Sampdoria) o da tifosi che espongono le loro collezioni con materiale raccolto nel corso degli anni ( molto ricco è il museo “Palermo soccer shirt collection”, relativo ad una collezione privata di maglie di calcio del Palermo).
Vista la tradizionale passione per il gioco del calcio degli Italiani, sarebbe bene che ogni società organizzasse un proprio spazio per esporre e rendere fruibile al pubblico il materiale, che è ingente anche per le società minori e che spesso viene affidato ai club e quindi disperso in micro realtà e non valorizzato come meriterebbe. Sarebbe un valore aggiunto anche per le città in cui le società sono nate ed operano.
Marco Oliveri

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Editoriale

Musei e hall of fame, luoghi della memoria dello sport

Musei e hall of fame, luoghi della memoria dello sport

Dopo aver trattato dei Giochi Olimpici e delle Paralimpiadi siamo arrivati al terzo mese di attività del nostro Scs Magazine. Nel numero di ottobre parleremo dei luoghi della memoria dello sport: i musei e le hall of fame. Entrambe sono strutture che uniscono il lato storico, sociale e culturale degli eventi e delle società sportive. Nella prima categoria sono iMusei e hall of fame, luoghi della memoria dello sport

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