STORIA DEL CALCIO OLIMPICO /La mitica Ddr che bastonava la Germania Ovest

Dopo aver vinto la��oro nel 1956 a Melbourne, la��Urss non parteciperA� quattro anni dopo al torneo di calcio a Roma. La squadra sovietica fu incredibilmente eliminata dalla Bulgaria nel girone di qualificazione. Ironia del destino, la vittoria toccA? alla Jugoslavia che nella��edizione australiana era stata battuta dai russi: la��argento andA? alla Danimarca e il bronzo alla��Ungheria. Ma di questa edizione ne parleremo in modo approfondito nella terza e ultima puntata dedicata alla��Italia. Il nostro viaggio nel pallone a cinque cerchi riprende proprio dai magiari che trionferanno nelle due edizioni di Tokyo e CittA� del Messico.

 

DOMINIO UNGHERESE

I giochi del 1964 videro il secondo trionfo della��Ungheria dopo quello della mitica nazionale di PuskA?s nel 1952. Gran merito di quella vittoria fu di Lajos Baroti, tecnico della nazionale anche ai mondiali del 1966 terminati con la��eliminazione dalla��Urss nei quarti di finale. I magiari avevano superato in scioltezza le qualificazioni eliminando Svezia e Spagna. In Giappone la��Ungheria arrivA? prima nel gruppo B seppellendo di gol il Marocco (6-0) e battendo 6-5 la Jugoslavia campione in carica. La squadra di Baroti passeggia sul velluto nella fase a eliminazione diretta, distruggendo Romania e Repubblica Araba Unita (ossia la��Egitto, rimasto orfano della Siria in quella unione politica). In finale batte 2-1 la Cecoslovacchia con reti di Weiss e Bene. Quattro anni dopo a CittA� del Messico altra marcia trionfale: in panchina arrivA? Soos al posto di Baroti. La��Ungheria arriva prima e imbattuta nel girone eliminatorio davanti a Israele. Nei quarti incontrA? il coriaceo Guatemala che fu battuto solo al 69A� con gol di Szucs. In semifinale i magiari passarono come un rullo compressore (5-0) sul malcapitato Giappone che vincerA� poi il bronzo sui padroni di casa del Messico. La finale A? a�?suonataa�? dai violini tzigani sulla Bulgaria: i balcanici passano in vantaggio con Dimitrov, ma gli ungheresi rispondono con una quaterna.

 

DUE NUOVE STELLE: GERMANIA EST E POLONIA

Nella��edizione giapponese nel 1964 si erano poste le premesse per la nascita di una nuova stella del firmamento pallonaro. La Germania Est rappresenterA� nel torneo di calcio ai Giochi di Tokyo la a�?Squadra unificata Tedescaa�?. Azioniamo la moviola per comprendere questo particolare: nel 1948 a Londra, dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Germania non fu ammessa a partecipare. Nel 1952 ad Helsinki parteciparono separatamente la Germania Ovest e il Saarland (protettorato della Francia dopo la sconfitta tedesca nella guerra, riunificato alla Germania Ovest nel 1957) mentre la Repubblica Democratica Tedesca (Ddr nella��acronimo tedesco) non partecipA?. Quattro anni dopo a Melbourne i tre stati parteciparono con una squadra unica con inno e bandiera comune: anche a Roma e Tokio stessa soluzione, senza il Saarland che non ca��era piA?. Invece a CittA� del Messico le due Germanie parteciparono con due rappresentative di atleti separate, ma con inni e bandiera ancora comuni. Da Monaco 1972 saranno separate anche nei simboli nazionali. Tornando alla��edizione di Tokyo la nazionale di calcio della Germania Est a guida danubiana (il tecnico era la��ungherese Soos) rappresentA? il calcio tedesco appunto nella a�?Squadra unificata tedescaa�?: conquistA? questo suo diritto battendo la��Ovest in una sfida fratricida nel turno preliminare (3-0 andata per la��Est, battuto 2-1 al ritorno). I tedeschi orientali superarono al turno successivo la��Urss e ottennero il passaporto per il Giappone. Nel girone eliminatorio arrivA? al primo posto a pari punti con la Romania (seconda per differenza reti), davanti a Messico e Iran. Nei quarti la formazione battA? la Jugoslavia con gol di Frenzel. In semifinale fu superata 2-1 dalla Cecoslovacchia con un gol a un minuto dalla fine. La Germania Est concluse il torneo conquistando il bronzo a spese della Repubblica Araba Unita con un perentorio 3-1. Il calcio tedesco non fu presente invece a Messico a��68, negli stadi in cui si giocA? due anni dopo la Coppa del Mondo.

E siamo giunti al torneo della XX Olimpiade a Monaco di Baviera. La��astro della Germania Est del a�?portieronea�? Croy, Sparwasser, Kreische e Streich (recordman di presenze, 98, e di gol, 53) fu offuscato da quello della��emergente Polonia degli assi Deyna, Szymanowsky, Lato e Gadocha presenti anche ai successivi Mondiali tedeschi del 1974, a cui mancherA� il fortissimo centravanti Lubanski a causa di una frattura a una gamba. Le due big della��Est si affrontarono giA� nella prima fase a gironi: vittoria della Polonia per 2-1 (doppietta di Gorgon, gol di Streich) e qualificazione per entrambe. Nella seconda fase a gruppi (adottata anche nei Mondiali a��74 e a��78) la Ddr arrivA? seconda in quello A alle spalle della��Ungheria, ma ebbe la grande soddisfazione di eliminare dalla zona medaglie i a�?cuginia�? della��Ovest: 3-2 il risultato finale deciso a otto minuti dalla fine da Vogel che era entrato al 71A�. Due anni dopo ai Mondiali, sempre a Monaco, la Ddr vinse nella fase a gironi per 1-0 (gol di Sparwasser) sui a�?federalia�? confermando la sua superioritA� nei loro confronti. La Polonia arrivA? prima e sbarrA? il passo in semifinale nientemeno che alla fortissima Urss, battuta 2-1 con reti di Deyna e e Szoltysik. In finale i polacchi stesero gli ungheresi 2-1 con doppietta ancora di Deyna. Invece la a�?piccola finalea�? vide la salomonica assegnazione del bronzo a Urss e Germania Est che avevano pareggiato 2-2 dopo i tempi supplementari. Gol del nuovo fuoriclasse Blokhin e di Khurtsilava per i sovietici: risposero per i tedeschi i soliti Kreische su rigore e Vogel.

Montreal 1976. La Germania Est e la Polonia partono favorite per la vittoria finale. La Ddr A? molto rinnovata rispetto a Monaco a��72: via molti dei senatori e dentro le forze nuove Hoffmann, Kische, Loewe e gioca un tipo di calcio meno atletico, ma piA? tecnico e schematico. I polacchi hanno diversi reduci della vittoria di quattro anni prima e dei Mondiali a��74: in porta ca��A? Tomaszewski, in difesa Zmuda (giocherA� nel Verona e nella Cremonese). I tedeschi orientali arriveranno nella prima fase a gironi al secondo posto alle spalle del Brasile dei futuri italiani Edinho (Udinese), Junior (Torino e Pescara), Batista (Lazio). La Polonia arriverA� prima nel suo raggruppamento davanti alla��Iran. Dopo aver eliminato nei quarti di finale Francia (4-0) e Corea del Nord (5-0) Ddr e Polonia affrontano in semifinale rispettivamente Urss e Brasile. Vittoria dei tedeschi per 2-1 e dei polacchi per 2-0. In finale, la Germania Est si vendica della sconfitta di quattro anni prima con un secco 3-1 e consacra il suo mito olimpico davanti a ben 72mila spettatori: reti di Schade, Hoffmann e HA�fner a cui risponde solo Lato. La��Urss conquisterA� il bronzo battendo 2-0 il Brasile. Nello stadio olimpico di Montreal risuonerA� la��inno a�?Auferstanden aus Ruinena�? (Risorti dalle rovine): sarA� la prima e ultima volta per la Ddr.

 

A MOSCA LA CECOSLOVACCHIA VINCE IL TORNEO a�?FALCE E MARTELLOa�?

Il torneo di calcio ai Giochi di Mosca del luglio/agosto 1980 fu caratterizzato da una raffica di boicottaggi. Si ritirarono le nazionali di Norvegia, Argentina, Stati Uniti, Malesia, Ghana ed Egitto per protestare contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan. Furono sostituite da Finlandia, Venezuela, Cuba, Iraq, Nigeria e Zambia. Diversa la motivazione del ritiro dell’Iran: dopo la rivoluzione khomeinista del 1979, il calcio fu bandito dal Paese in quanto “sport occidentale”. Alcuni anni dopo gli Ayatollah cambiarono completamente idea: anche loro riconobbero la��importante potere del calcio sulle masse. Al posto della��Iran fu ammessa la Siria. Il livello tecnico era assicurato dalla presenza di Germania Est, la Cecoslovacchia (che schierava ovviamente una��altra formazione da quella giunta al terzo posto agli Europei di giugno in Italia con pochi reduci da quella competizione), Jugoslavia e dai padroni di casa della��Urss. Nella squadra sovietica militavano giocatori di buon tasso tecnico, futuri membri della nazionale maggiore come il portiere Dasaev, i difensori Sulakvelidze e Khidiyatullin, i centrocampisti Baltacha e Oganesjan. Questi ultimi vinsero tutte le gare del girone iniziale, accreditandosi per la vittoria finale. Arrivarono prime anche la Ddr, campione uscente, e la Jugoslavia. Qualche problema ci fu per la Cecoslovacchia che pareggiA? con il sorprendente Kuwait e si qualificA? al primo posto solo grazie alla differenza reti.

Nei quarti le quattro formazioni della��Europa della��Est superano a vele spiegate i loro avversari e formano in semifinale, coma��era prevedibile considerata la loro superioritA�, il torneo a�?falce e martelloa�?. La Germania Est (forte di Schnuphase, Muller, Ullrich e del portiere Rudwaleit) battA? a sorpresa la��Urss con un gol di Netz. Ancor piA? imprevista fu la vittoria della Cecoslovacchia contro la fortissima Jugoslavia di Zlatko e Zoran Vujovic: 2-0 con gol di Licka (uno dei pochi partecipanti agli Europei) e Sreiner. Il 2 agosto si affrontarono nella finalissima cechi e tedeschi della��Est. Dopo 77 minuti di autentica battaglia, in cui nessuna delle due squadre sembrava avere il sopravvento, arrivA? il gol di un semisconosciuto attaccante di riserva della Cecoslovacchia, JindA�ich Svoboda, che assegnA? la��oro alla sua nazionale. Nella finale di consolazione la��Urss liquidA? 2-0 la Jugoslavia e conquistA? il bronzo.

Nella terza puntata si parlerA� dei tornei con i calciatori professionisti, a partire dai Giochi di Los Angeles del 1984.

Marco Liguori

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Editoriale

Musei e hall of fame, luoghi della memoria dello sport

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Dopo aver trattato dei Giochi Olimpici e delle Paralimpiadi siamo arrivati al terzo mese di attivitA� del nostro Scs Magazine. Nel numero di ottobre parleremo dei luoghi della memoria dello sport: i musei e le hall of fame. Entrambe sono strutture che uniscono il lato storico, sociale e culturale degli eventi e delle societA� sportive. Nella prima categoria sono incMusei e hall of fame, luoghi della memoria dello sport

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